Il gioco del mese

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Libro del mese
Per sempre

PER SEMPRE

 

altTESTI E ILLUSTRAZIONI: Salina Yoon

TRADUZIONE: Sara Marconi

CASA EDITRICE: Lapis

ETÀ: 3 +

PREZZO: 11,50 €

Che cosa fare di un coniglietto di peluche abbandonato? È proprio quello che succede al cucciolo di orso, protagonista di questa tenera storia. La tentazione iniziale è quello di tenerlo con sé ma… se la sua famiglia lo stesse cercando? Il piccolo orso decide così, seppure a malincuore, di intraprendere una paziente ricerca del legittimo proprietario. Sarà proprio grazie a questa sua generosità che il piccolo orso potrà stare il suo peluche… Per sempre!
Una commovente storia di amicizia, capace di affrontare in modo molto tenero ed efficace il tema del distacco.

 
Se vuoi vedere una balena

SE VUOI VEDERE UNA BALENA

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TESTI: Julie Fogliano

ILLUSTRAZIONI: Erin E. Stead

TRADUZIONE: Cristina Brambilla

CASA EDITRICE: Babalibri

ETÀ: 4 +

PREZZO: 12,50 €

In libreria, uno dei commenti più frequenti a questo libro sarà certamente «ma non è un libro per bambini!»: che cosa è quindi un (buon) libro per l’infanzia? Senza voler dare in poche righe una risposta a una domanda tanto complessa, possiamo cercare di capire se questo splendido albo illustrato ne ha alcune caratteristiche. Innanzitutto deve essere un libro accessibile ma ricco nei contenuti: Se vuoi vedere una balena usa un linguaggio semplice per proporre al lettore pensieri e immagini, testuali prima che visivi, tutt’altro che banali; accennandoli con poche parole Julie Fogliano crea nel lettore l’impressione che i concetti siano chiari e alla portata, laddove però il livello della semplice comprensione del testo è il punto di partenza di un percorso potenzialmente lunghissimo; sulle parole si innestano infatti immediatamente le immagini, che pur essendo sicuramente illustrative (fuorché nelle ultime due pagine) aprono a una serie di suggestioni e percorsi alternativi al testo, pur rafforzandolo.
Un libro per l’infanzia inoltre deve essere un libro di movimento. Qui la faccenda si complica, perché Se vuoi vedere una balena non ha una struttura narrativa, nonha una vera e propria storia da raccontare. La capacità quindi di creare un movimento nel lettore attraverso una riflessione poetica è una delle ragioni principali che ne fa il nostro libro del mese (e

forse anche qualcosa in più!). A un primo livello, il movimento è suggerito dallo spostamento, e non è un caso se l’immagine scelta per la copertina raffiguri il bambino nell’atto di remare su una piccola barca gialla. Il movimento va ovviamente da sinistra verso destra, in avanti. Si tratta però solo di una metafora, perché il vero movimento si produce a livello emotivo. L’effetto è ottenuto attraverso un ritmo che, partendo abbastanza sostenuto, tende mano a mano a rallentare, fin quasi a fermarsi, per poi offrire una repentina accelerazione nel finale, in cui le parole mano a mano si ritirano fino a scomparire, lasciando alle immagini il compito di risolvere la questione tra la penultima e l’ultima pagina, per poi chiudere l’esperienza nella quarta di copertina. Proprio in questo passaggio, volendo trovare un neo al libro, dovremmo fare un piccolo appunto: ci saremmo aspettati qualcosa in più dai risguardi di un libro peraltro così ben curato nel rapporto tra testo e illustrazioni.
Un libro per l’infanzia poi deve offrire strumenti per la comprensione del mondo; tali strumenti sono parole e immagini in grado di offrire una visione del mondo e di rimetterla in discussione (o farcomprendere al lettore di poterlo fare). Se vuoi vedere una balena è esattamente questo. Per questa ragione quello della comprensione razionale del libro è un falso problema: questo albo illustrato è in grado di offrire al lettore di ogni età un’esperienza, a partire dalla quale fare una serie pressoché infinita di inferenze, ognuno secondo la propria esperienza di vita. Per questo si tratta di un libro per tutti, come dovrebbe essere ogni buon libro per l’infanzia.

 
Ecco Manolito

ECCO MANOLITO

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TESTI: Elvira Lindo

ILLUSTRAZIONI: Emilio Urberuaga

TRADUZIONE: Luisa Mattia

TITOLO: Ecco Manolito

EDITORE: Lapis

PREZZO: 12,00 €

ETÀ: 10 +

Il ritorno di un amico è sempre un’occasione speciale: da festeggiare. Manuel, Manolo o Manolito Garcia Moreno, detto Quattrocchi, per la maggior parte dei lettori è un nome per cui si reagisce facendo “spallucce”, proprio come dice lo stesso Manolito presentandosi. Ed è giusto così. Finché non lo si conosce. 
Per pochi lettori, come noi librai per ragazzi, che ci permettiamo il piacere di leggere, indipendentemente dalla nostra età, i libri che ci incuriosiscono, Manolito è un caro amico. A me è capitato di conoscerlo per caso, mentre stavo facendo una mostra mercato in una scuola media 14 anni fa e ora che lo rincontro, lui è sempre un ragazzino sgarruppato, chiacchierone, sempre con una cosa da dire e un commento da fare, circondato da un gruppo di amici, conoscenti, parenti tra i più improbabili, eppure sempre attuali. Il fratellino piccolo è "l’imbecille", Lopez sarà sempre Lopez-orecchie-a-sventola e Susanna è Susanna-pannisporchi. Il nonno Nicola, che soffre continuamente di prostata, condivide con lui la camera ricavata dalla sistemazione del terrazzino dell’appartamento e con Manolito vive  alcune delle avventure più esilaranti. Elvira Lindo, la scrittrice, ha dato vita a un personaggio che all’inizio era solo radiofonico e si è arricchito delle illustrazioni di Emilio Uberuaga. Manolito è un ragazzinosenza freni inibitori, la cui voce, le ha permesso di raccontarci come la realtà che ci circonda sia così assurda da diventare ridicola. Come il bambino nella fiaba dei vestiti dell’imperatore, Manolito ci invita a ridere delle sue avventure, raccontandoci quello che vede, e noi ridiamo perché quello che gli capita anche noi sappiamo che potrebbe accadere. Come la città di Marcovaldo, il quartiere di Carabanchel è un posto in veloce trasformazione, di palazzoni e di condomini, ma è anche un panorama dove le madri sembrano più preoccupate al paltò, piuttosto che l’incolumità del proprio figlio. Chi conosce Manolito, non può non indossare i suoi occhiali e guardare la realtà come lui. E sorridere. Una lettura contagiosa.

 
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