Il gioco del mese

coordinamento

Libro del mese
Rosmarino

altTESTO:Brigitte Minne
ILLUSTRAZIONI: Carll Cneut
TITOLO: ROSMARINO
ADATTAMENTO: Giovanna Zoboli
EDITORE: Topipittori
PREZZO: 24,00 €
 ETÀ: 4 +

Rosmarino è una fata a tutti gli effetti: ha una bacchetta magica, un vestito pulito e ben cucito e uno splendido cappello a punta. Rosmarino però si annoia, vorrebbe andare sui pattini a rotelle o a fare un giro in barca ma è vietato dal regolamento delle fate! Allora che fare? Molto meglio essere una strega! La madre pensa che questo sia un capriccio e la sfida ad andarsene, ad abbandonare il castello e tutti i suoi comfort per vivere dove dimorano le streghe: un luogo sporco, cupo e impervio. Rosmarino parte con il suo cappello (non più a punta) e scopre che il bosco - perché questo è il luogo "tremendo" - è in realtà un’esplosione di colore, caotico vibrante di vita, di corse, di ginocchia sbucciate e di risate sguaiate. La madre di Rosmarino, spinta dalla curiosità e dal desiderio di rivederla, parte e trova una Rosmarino felice, a cui dà la sua benedizione, come in ogni fiaba che si rispetti.
Ma Rosmarino sottolinea la sua identità affermando in modo perentorio: “Io non sono una strega, io sono Rosmarino, e se voglio divento una strega, e se non voglio posso anche tornare fata: e allora con la mia scopa vengo al castello a trovare te e le zie…” Rosmarino è un inno alla libertà, al desiderio di essere se stessi, anche se questo implica dover fare scelte radicali. 
Rosmarino si ribella perché per crescere e per trovare la sua identità ha bisogno di rompere gli schemi, di fare il contrario di quello che le dice la madre per poi, una volta affrontato il viaggio, magari tornare al punto di partenza ma in modo nuovo, con indosso i propri panni, che siano da strega o da fata poco importa, l’importante è che siano di Rosmarino, come dimostra il cappello con il pon-pon che porta con tanto orgoglio. 

Carll Cneut rimette mano alla storia di Brigitte Minne, pubblicata per la prima volta in Belgio vent’anni fa, ammorbidendo i tratti ed inserendo l’elemento naturale, divenuto un suo tratto caratteristico, in un tripudio di rigoglio e bellezza. Il rimando visivo con le tonalità calde alla copertina di un altro albo, La Voliera d’oro, ricongiunge anche idealmente le due bambine protagoniste nel loro essere fuori dagli schemi.

 A cura del Coordinamento delle librerie per ragazzi

 

 
Anne Frank - diario

altTESTO: Ari Folman 

ILLUSTRAZIONI: David Polonsky

TRADUZIONE: Laura Pignatti

TITOLO: ANNE FRANK-DIARIO

EDITORE: Einaudi

PREZZO: 15,00 €

ETÀ: 12 + graphic novel

Sono passati 72 anni dalla fine della seconda guerra mondiale e dalla scoperta delle atrocità commesse nei campi di sterminio.
Il tempo della memoria diretta, della raccolta delle voci dei protagonisti, dei testimoni, lascia il posto alla capacità degli autori di portare il lettore in una nuova fase: la resa del periodo storico, necessaria e indispensabile, non può essere una semplice scelta stilistica. La ricostruzione storica delle vicende dei protagonisti ha la necessità di essere fedele, accattivante e mantenersi vicina al suo principale scopo.
Quando l’AFF (Anne Frank Found) chiede al regista Ari Folman, autore di Valzer con Bashir, un film d’animazione di forte denuncia e documentazione dell’eccidio di Sabra e Shatila, di pensare una versione a fumetti e animata del Diario di Anne, l’autore israeliano reagisce con la consapevolezza delle difficoltà che questa sfida comporta. Ari Folman e David Polonsky, l’illustratore, sanno che un fumetto può solo essere una riduzione del testo originale, a scanso di un’edizione di 3500 pagine. Una riduzione che però non può essere semplificazione, appiattimento, rinuncia alla complessità.

Raccontare la Shoa non è semplice. Abbiamo dovuto recensire negativamente alcuni esempi, dove la linearità narrativa veniva imposta come prioritaria alla stessa ricostruzione storica. Rappresentazioni la cui forza emotiva tradiscono la realtà.
Con questo fumetto, dove i pericoli sono ancor maggiori, la cura dei due autori ha evitato, ci sembra, la semplificazione.  Leggendo il libro ci si trova di fronte a un lavoro che in alcuni parti è un fumetto, in altre diventa un albo illustrato, con una originale forza iconica nel presentare il messaggio della ricostruzione di una vita, che è diventata la rappresentazione della sorte di un popolo. Le soluzioni grafiche riflettono sempre una consapevolezza della missione che i due autori hanno avvertito con la sfida che il Fondo ha chiesto loro.
Così il Diario diventa l’amica Kitty, l’ombra cui Anne può raccontare tutto, perché non la giudicherà mai, mentre, in una pagina, gli ebrei costruiscono una piramide, sotto l’occhio vigile dei nazisti, che sono come i soldati egizi. Non è facile per due cinquantenni israeliani, che vivono a Parigi, mettersi nei panni di una ragazza  quattordicenne e parlare ai ragazzi che si avvicinano a capire quante cose sono dentro a quel Diario.

In una intervista, pubblicata da La Repubblica, Polonsky presenta così il loro lavoro: "La nostra è una fedele traduzione del Diario nella lingua per immagini dei millennials. È pensato per chi non legge abitualmente e quindi non sarebbe stato toccato dalla storia di Anna. Mentre tutti sappiamo quanto siano importanti certi incontri, certe letture giovanili: ti formano. Restano".

 A cura del Coordinamento delle librerie per ragazzi

 

 
Prima dell'Apocalisse

altTESTO: Adèle Bourget-Godbout e Réal Godbout

ILLUSTRAZIONI: Réal Godbout

TRADUZIONE: Paolo Cesari

TITOLO: PRIMA DELL'APOCALISSE

EDITORE: Orecchio acerbo

PREZZO: 18,00 €

ETÀ: 6 +

Questo mese il Coordinamento ha dovuto fare i conti con più di una novità di assoluto rilievo.

Tra queste, Prima dell’Apocalisse merita un discorso attento e non facile da sintetizzare.
Il che risulta tanto più interessante in considerazione del fatto che si tratta, per quanto concerne il testo, dell’opera prima di una giovanissima autrice, per il momento impegnata in studi di psicologia: particolare questo degno di nota perché Adèle BourgetGodbout è riuscita non tanto a dire esplicitamente, quanto a far trapelare attraverso allusioni comunicate attraverso testi brevissimi, molti dei grandi temi della vita con cui i bambini sono impegnati a confrontarsi. Proprio questo aspetto renderà forse il libro difficile da proporre ad adulti, genitori innanzitutto, spesso troppo preoccupati del fatto che un libro non sia capito dai giovani lettori.
Allora conviene dirlo subito, in modo da fugare immediatamente ogni possibile perplessità: il libro è bellissimo e molto più facile da leggere di quanto possa sembrare a prima vista. L’importante è prenderlo per quello che è, e non attribuirgli funzioni didattiche o educative che non gli competono.
La struttura del libro è costruita a doppia pagina, con un breve testo che accompagna una tavola che con le parole entra in rapporto dialettico: in un paio di occasioni, forse per gioco forse per la scelta di dire qualcosa in più rispetto al tema del capitolo (splendido in proposito "Partire", con la raffigurazione di un mappamondo tutto da osservare e in cui perdersi).
In questo modo, pagina dopo pagina, il libro prende per mano il lettore, e senza la pretesa di spiegare le cose, condivide con lui i pensieri e il tentativo di capire il mondo di una bambina-dinosaura, destinata a non diventare adulta a causa di quell’apocalisse portata dall’asteroide dell’ultima pagina, ma già sufficientemente saggia e ironica da saper guardare ciò che la circonda e ascoltare i discorsi degli adulti con spirito critico.
Proprio questo diventa allora il punto di grande forza di Prima dell’Apocalisse: a cosa servono i libri, se non proprio ad allenarci al pensiero critico che ci permette poi di (cercare di) comprendere il mondo?
Molto interessante poi, e funzionale proprio al racconto di un percorso di scoperta, la scelta di rappresentare il mondo dei dinosauri con tutte le caratteristiche di quello degli umani tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, con incursioni in tematiche molto vicine anche ai giorni nostri (come l’immigrazione): oltre a conferire il sapore del “c’era una volta…”, questo espediente permette una narrazione ancor più divertente e ricca di stimoli.
Infine, vale la pena di ricordare che forse proprio la grande esperienza di illustratore di Réal Godbout, peraltro pressoché ignoto in Italia, associata alla freschezza del testo, rendono questo albo un piccolo gioiello, in cui ogni tavola diventa un pretesto per aprire un universo di conoscenze: un libro capace quindi di parlare non solo di felicità, violenza, sogni, desideri, bellezza, ingiustizia, paura, rabbia, gioco, morte, nascita, rapporto con i genitori, diversità…, ma anche di aprirsi al mondo della scienza e della divulgazione.

Grazie, Adèle Bourget-Godbout e Réal Godbout; e grazie, Orecchio Acerbo! 

 A cura del Coordinamento delle librerie per ragazzi

 

 
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