Il gioco del mese

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Libro del mese
A casa della nonna

altTESTI e ILLUSTRAZIONI: Alice Melvin

TITOLO: A CASA DELLA NONNA

EDITORE: Rizzoli

TRADUZIONE: Beatrice Masini

ETÀ: 12 +

PREZZO: 17,00 €

Il libro nasce dalla collaborazione tra Alice Melvin e Tate Gallery Publishing, un’accoppiata vincente che approda in Italia con l’ottima traduzione di Beatrice Masini: l’autrice rielabora i ricordi d’infanzia in questa storia che stupisce in ogni pagina, per la ricchezza di particolari che accompagnano la descrizione del luogo familiare "dove tutto è diverso ma resta sempre uguale".
La piccola protagonista perpetua un rituale esplorativo che si snoda attraverso porte socchiuse, fustellate alla perfezione, che permettono di mantenere il contatto visivo con la stanza precedente pur sbirciando in quella successiva, alla scoperta delle meraviglie custodite all’interno della casa: una sedia a dondolo, un mappamondo, una scatola scozzese con i biscotti, le statuine danzanti… fino ad arrampicarsi in soffitta, il nascondiglio preferito della bambina! 
Ripiegando il tetto della mansarda (il più scenografico fra i numerosi dettagli papercut che impreziosiscono il libro) inizia la discesa verso il giardino per cercare la nonna, indaffarata a preparare una tavola imbandita di delizie per festeggiare la nipotina; un abbraccio pieno di fiducia e rassicurazione conclude questo albo delicato e nostalgico. 

A cura del Coordinamento delle librerie per ragazzi

 

 
Melody

MELODY

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TESTO: Sharon M. Draper

TITOLO: MELODY

TRADUZIONE: Alessandro Peroni

EDITORE: Feltrinelli

ETÀ: 12+

PREZZO: € 13,00

Questo romanzo non ha soltanto una copertina bellissima. Contiene una storia bellissima, emotivamente coinvolgente. La storia di Melody, una ragazzina di 11 anni affetta da una paralisi cerebrale che l'ha rinchiusa in un corpo immobile, induce nel lettore un incredibile coacervo di emozioni. Si piange e si ride, ci si arrabbia e ci si preoccupa, ci si indigna e si parteggia.

Melody ha 11 anni e non ha mai parlato. I suoi genitori sono convinti che la mente di Melody funzioni benissimo, e così la pensa anche Violet, la donna che ogni tanto se ne prende cura, e che comincia a incollare parole sul tavolino della sedia a rotelle, in modo da darle la possibilità di comunicare. Ma le loro convinzioni non sono condivise dai medici, e dalle istituzioni scolastiche, che relegano Melody in una classe di bambini disabili, una famigerata classe speciale. Ancora in terza elementare la maestra comincia la giornata con canzoni da scuola materna e fa ripassare l'alfabeto. Poi, finalmente, comincia l'esperimento di classi inclusive, e Melody viene affiancata da un'assistente ad personam, Catherine. Tra Melody e l'assistente si apre un dialogo che convince Catherine ad informarsi sull'esistenza di apparecchi che consentano alla bambina di comunicare. Melody riesce così a ricevere il Meditalker, un computer programmabile a diversi livelli che le consente di comunicare e di partecipare alle lezioni.
Il mondo si apre, non solo per Melody: la sua classe di storia, compreso il professore, si rende conto improvvisamente che in anni di silenzio la ragazzina ha memorizzato più nozioni di chiunque altro, che risponde correttamente a tutte le domande del quiz che dovrebbe prepararli al concorso nazionale. Ma quando sembra che finalmente Melody sia accettata qualcosa va storto.

Non intendiamo raccontare di più: sono pagine di grande coinvolgimento, pagine che si leggono d'un fiato, in cui Melody, la narratrice in prima persona, porta con sé il lettore, per fargli provare tutte le emozioni che prova lei, in un processo di immedesimazione che si conclude solo con l'ultima pagina.
O meglio, che non si conclude del tutto, perché le emozioni provate portano il lettore a ripensare ai propri pregiudizi, al proprio modo di considerare persone che sono portatrici di qualche disabilità, o di disturbi (ma nel mondo anglosassone preferiscono chiamarle "differenze") di apprendimento.

Quando periodicamente si sollevano lamentele sulle classi inclusive bisognerebbe obbligare alla lettura di questo romanzo che ci è rimasto nel cuore.

Questo romanzo era già stato pubblicato nel 2013, con una diversa traduzione, e con il titolo Out of my mind dalla casa editrice Anordest. Un libro da accostare a Wonder di R.L. Palacio (Giunti) e a Tutt'altro che tipico, di Norah Raleigh Baskin (Uovonero). 

A cura del Coordinamento delle librerie per ragazzi

 

 
Lotta combinaguai

LOTTA COMBINAGUAI

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TESTI: Astrid Lindgren

ILLUSTRAZIONI: Beatrice Alemagna

TRADUZIONE: Laura Cangemi

CASA EDITRICE: Orecchio Acerbo

ETÀ: 5 +

PREZZO: 17,00 €

 

Cominciamo parlando del libro. Del libro come oggetto. Mondadori decide di offrire questa splendida raccolta di racconti in un formato di proporzioni generose per un libro di narrativa, aumentando di qualche centimetro le misure che caratterizzano gli altri titoli della collana «Contemporanea»; inoltre priva saggiamente il libro della sovracoperta. Il risultato è uno splendido volume, bello da tenere in mano e da sfogliare. 

Le illustrazioni sono state affidate a Beatrice Alemagna, che ogni qualvolta si ritrova a illustrare immagini di bambini, entra in un raro stato di grazia (le era già successo in occasione di Che cos’è un bambino?, ed. Topipittori): le immagini non sono solo efficaci, ma dimostrano una grande capacità nel fissare l’attimo, l’espressione, la postura, l’atteggiamento più vivi e credibili, con uno stile ormai inconfondibile che pare fatto apposta, in quest’occasione, per sposare lo stile di Astrid Lindgren.

Che dire quindi dei racconti dell’autrice? A differenza che nei racconti che narrano le gesta del suo personaggio più famoso, in Lotta combinaguai manca l’elemento fantastico: la fantasia è tutta nella mente dei bambini, di quelli narrati come di quelli cui i racconti sono destinati. I protagonisti sono tre fratelli: Jonas è il maggiore, mentre Lotta è la più piccola; tra i due c’è Mia-Maria, che narra in prima persona i piccoli grandi accadimenti di una famiglia con tre marmocchi esuberanti, pieni di vita e fantasia, ma soprattutto incontenibili nel proprio modo di trovare un posto nel mondo: le loro non sono monellerie come quelle che caratterizzano Emil, né avventure come quelle vissute da Pippi; sono invece giornate di ginocchia sbucciate e nasi che colano, di giochi all’ordine del “facciamo che” e di scampagnate con pic-nic sull’erba, formiche, ruscelli, orsacchiotti (pardon: maialini!), grandi arrabbiature e grandi risate.

Sembra proprio che Astrid Lindgren abbia davvero messo la propria infanzia in queste pagine, dimostrando, per dirla alla Mattotti, di aver scritto questi racconti per la bambina che era stata; e dimostrando di saper davvero ricordare, senza inganni, senza ipocrisie e senza false retoriche, cosa significhi essere un bambino.

Libro da gustarsi fin da piccoli nella lettura ad alta voce, per poi assaporarne totalmente il piacere quando la lettura autonoma si fa sicura. 

A cura del Coordinamento delle librerie per ragazzi

 

 
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